Il sistema sanitario Siciliano “è un paziente critico”!!!

L’Agenas ha divulgato giorni fa un nuovo rapporto contenuto nel Programma Nazionale Esiti (PNE) 2025 (dati 2024). Il rapporto mostra una fotografia della sanità in Sicilia non certo a colori.
Su 103 strutture pubbliche e private valutate, 43 sono state segnalate per “criticità nei livelli di qualità” o per “anomalie nella codifica delle informazioni cliniche”.
In altre parole tali strutture non hanno rispettato gli standard minimi stabiliti, dagli indicatori di qualità del PNE, per uno o più ambiti clinici: ad esempio carenze nella qualità delle cure, nella corretta codifica delle informazioni cliniche.
Cosa significa “codifica delle informazioni cliniche”? Si intende il corretto inserimento, la classificazione e l’archiviazione dei dati relativi ai pazienti (diagnosi, interventi, esiti, etc.).
Una codifica inadeguata compromette la trasparenza, la qualità della gestione clinica e l’affidabilità dei dossier medici. Questo è un problema critico specialmente in un sistema sanitario pubblico.
Il dato complessivo è allarmante, ma non mancano eccezioni: in alcuni ambiti specialistici, talune strutture siciliane si sono distinte con risultati “molto alti”. I c.d. Promossi ad esempio nel settore cardiocircolatorio d’emergenza spicca l’Ospedale Cannizzaro di Catania.
Per la chirurgia oncologica emerge la Casa di cura La Maddalena di Palermo. Nell’area osteomuscolare sono ben 10 le strutture con performance elevate.
Tra queste: P.O. Trigona, la Casa di cura Villa dei Gerani, la Casa di cura Sant’Anna, la Casa di cura Santa Lucia Glef, l’Istituto ortopedico Villa Sales I. Galioto, la Casa di cura Carmona, la Casa di cure Orestano, Noto Pasqualino e Latteri e la Casa di cura Valsalva.
Ma i bocciati sono più dei promossi!!!!
Delle 43 strutture sanitarie Agenas pone particolare attenzione perché su uno, o più parametri, hanno portato a casa una valutazione «molto bassa», in una scala che prevede anche i livelli «basso, medio, alto e molto alto».
Dalla lettura del rapporto emerge che non via sia città metropolitana della Sicilia che possa elargire in modo adeguato il servizio sanitario. Due ospedali – il Papardo di Messina e il Policlinico Giaccone di Palermo – registrano il numero di audit più alto, 6.
Ma cos’è audit in ambito sanitario? È un processo sistematico e strutturato condotto da professionisti sanitari per migliorare la qualità e gli esiti dell’assistenza al paziente attraverso la revisione della propria pratica clinica rispetto a standard definiti, l’identificazione di aree di miglioramento e l’implementazione di azioni correttive.
È lapalissiano che il sistema sanitario siciliano ha ancora un problema nel settore gravidanza, parto ed mortalità legata all’infarto miocardico acuto. I tre indicatori su cui Agenas rimanda maggiormente gli ospedali dell’isola.
Ma non vanno meglio le altre realtà territoriali: ad Agrigento l’ospedale San Giovanni di Dio ha tre procedure di audit.
Ottiene un punteggio «molto basso» per proporzione di episiotomie nei parti vaginali- ovvero incisione chirurgica del perineo (la zona tra vagina e ano) per allargare l’apertura vaginale durante il parto una pratica che un tempo era routinaria ma che oggi è raccomandata solo in casi specifici.
Un audit per mortalità a 30 giorni a seguito di intervento chirurgico per tumore al colon; e per mortalità a 30 giorni per infarto miocardico acuto.
Ancora l’ospedale Di Maria di Avola ha tre procedure di audit. Due riguardano il settore gravidanza e parto.
L’ospedale Maria ss.ma Addolorata di Biancavilla è segnalato per una procedura di audit: mortalità a 30 giorni di broncopneumopatia cronica ostruttiva è un restringimento persistente delle vie aeree, dovuta a enfisema e bronchite cronica.
L’ospedale di Caltagirone è segnalato per una procedura di audit: mortalità a 30 giorni dall’infarto miocardico acuto. La Casa di cura Serena di Palermo ha 3 audit, tutti e tre indicatori del settore gravidanza.
E la lista continua cosi: circumnavigando l’Isola e approdando nei vari nosocomi di Palermo, di Patti, di Pedara, di Ragusa, di Sciacca, di Siracusa, di Taormina e di Termini Imerese il risultato è sempre lo stesso.
Questo duplice dato — molti “bocciati”, ma anche alcuni promossi — traccia un sistema a due velocità: in certe specialità la Sicilia si sostiene in piedi, in altre barcolla -settore gravidanza- quando non stramazza al suolo – mortalità a 30 giorni dall’infarto miocardico acuto
A questo punto come risolvere??? L’Agenas è chiara sul punto l’obiettivo del PNE non è compilare classifiche definitive, ma identificare le strutture che necessitano di un percorso di revisione e miglioramento degli standard. (fonte: home page del sito Agenas) Agenas precisa: «Il PNE non produce classifiche, graduatorie, giudizi».
Le 43 strutture segnalate entreranno quindi in un audit con l’Agenas e il Ministero della Salute per verificare cause e dinamiche delle anomalie, correggere le mancanze e garantire migliori livelli di sicurezza e trasparenza dati.
A questo punto, perciò, non ci resta che aspettare le correzioni dei “Professori” – l’Agenas e il Ministero della Salute – e sperare che delle 43 strutture attualmente bocciate qualcuna si salvi con gli esami di riparazione -conformarsi agli standard nazionali-.
Al tempo stesso, il rapporto evidenzia come, rispetto all’anno precedente, in Sicilia ci siano 6 strutture in meno segnalate per criticità: segnale di un lentissimo miglioramento, anche se la strada per allinearsi agli standard nazionali rimane estremamente lunga.
È chiaro che molto debba cambiare nella gestione del sistema sanitario regionale che interessa in modo diretto quanto indiretto ogni famiglia Siciliana.
Ad esempio è necessario che ci sia più trasparenza e fiducia; meno disuguaglianza territoriale; necessità di riforme e investimenti; i cittadini devono assumere il ruolo di stakeholder (portatori di interesse)
La maggior parte delle strutture “rimandate” sia nel Sud (Sicilia, Campania, Calabria, etc.) segnala un divario ancora marcato nella qualità della sanità nel Paese.
Il report 2025 dell’Agenas sulla sanità siciliana ci consegna un quadro caravaggesco con molti punti bui e pochi coni di luce.
Quel che emerge con chiarezza è che servono controlli sistematici, impegno istituzionale e trasparenza, perché la tutela della salute non può dipendere dal singolo ospedale o dalla fortuna.
Il sistema sanitario Siciliano è un paziente critico: occorre sottoporlo ad una terapia che richiede un approccio gestito in ambienti specializzati -correzioni di Agenas e Ministero della Sanità-!!!

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